Benvenuti

Dormitio Virginis

Nel transetto sinistro è collocato il polittico (m. 3,47x2,53), datato 1508, noto come Dormitio Virginis o Transito della Vergine dal tema del pannello centrale, impreziosito da una cornice ritenuta da Salazar splendida per purezza di linee, ricchezza ed eleganza di fregi, per armonia d'insieme e che ha conservato, malgrado gli interventi successivi, l'antico disegno dovuto, verosimilmente, ad uno dei maestri fioriti in quel tempo a Napoli, forse Pietro Belverte da Bergamo, collaboratore di Tommaso Malvito da Como, che nel 1497 lavorava per le monache di S. Patrizia e nel 1506 per Galeazzo Caracciolo in Donna Regina.

La Madonna, dal volto giovane, sereno e bello di dormiente, con espressione di dolcezza e maestà giace su un letto basso, distesa con le mani incrociate, avvolta in un lungo manto azzurro cupo, ricamato di stelle e fregi d'oro e che ricopre anche il capo nimbato, lasciando vedere solo il collo avvolto nel soggolo bianco.

Il panneggio risulta regolare sia nel mantello sia nella coltre sottostante al corpo e che scende fino a terra. Qui si nota, alla destra della Maddalena piangente, una figura più piccola delle altre, il Gran Sacerdote, di discutibile fattura nelle mani staccate, nel braccio sollevato e in quello poggiato a terra, nelle pieghe innaturali dell'abito. Di altro livello S. Michele con le ali spiegate e il suo vivace movimento di chi ha troncato le mani del sacerdote con la spada impugnata nella destra. La sua corazza, riccamente damaschinata, è ricoperta da una leggera ed abbondante tunica. Le figure degli apostoli tutte nimbate, ritratti, come dice Catalani, “in atti dolorosi e piangenti”, presentano mani troppo affusolate e teste eccessivamente piegate a sottolineare tristezza.

La seconda parte della scena rappresenta l'anima della Madonna bambina, volata in braccio al Figlio, mentre la consueta mandorla luminosa è sostituita da quattro testine alate di angioletti.

Questa parte centrale della tavola è affiancata a sinistra da S. Giovanni Battista, molto ridipinto, e a destra da una santa (S. Luca in Galante, Celano e Catalani, S. Patrizia in Strazzullo), ritenuta dal Salazar bellissima, piena di grazia ed eleganza, malgrado le gambe troppo lunghe e la mano sinistra un po' grande. Ha il capo cinto da una splendida corona gemmata, il volto giovane, dolce e pensoso, i capelli lunghi ricadenti sulle spalle, nella destra un libro, nella sinistra un giglio, avvolta in un abito che sembra di una nobile del XV sec., ricchissimo di seta e broccato con maniche a sbuffi e scollatura riquadra.

Il coronamento della tavola presenta nel pannello centrale l'Incoronazione della Vergine; a sinistra S. Placido (Salazar, Galante, Celano, Catalani) o S. Benedetto (Strazzullo) con libro aperto nella sinistra nel quale si legge: AUSCULTA, O FILI, PR(A)ECEPTA MAGISTRI; a destra S. Antonio di Padova con libro aperto nella destra nel quale si legge: SI QUERIS MIRACULA, SORS, ERROR, CALAMITAS.

La predella è divisa in 6 quadretti.

Nel primo è rappresentata l'Annunciazione. In alto a sinistra, tra le nubi da cui partono raggi d'oro, è l'Eterno Padre; l'angelo inginocchiato lo indica col braccio destro, mentre porge il giglio a Maria con manto azzurro con stelle d'oro e veste rossa, anch'ella in ginocchio presso un leggio su cui poggia un libro aperto. Alle sue spalle un ricco portico con fregi d'oro, alla sinistra del quale svolazza una piccola colomba.

Di analogo buon valore artistico sono le successive Natività e Adorazione dei Magi, nelle quali si nota maggior sfondo paesaggistico, ben eseguito nei particolari, nella prospettiva e nelle proporzioni.

I restanti tre raffigurano la Resurrezione, di scadente livello, l'Ascensione e la Pentecoste.

E' interessante notare la presenza della stessa figura di vecchio con lunga barba bianca nel primo quadretto (Eterno Padre), nel terzo (re inginocchiato), nel quinto due volte in cui guarda dinanzi e sorride, nel sesto in cui è di profilo. Salazar suggeriva l'ipotesi che potesse trattarsi dell'artista autore dell'opera, il napoletano Giovanni Antonio D'Amato, in base alla interpretazione del monogramma che figura in basso a destra nel pannello del transito e nel quale si leggerebbero le cinque lettere componenti il cognome Amato, anche se riteneva il dipinto non eseguito tutto dalla stessa mano. Nel 1969 Calò ha suggerito l'attribuzione a Sebastiano Pisano, autore dell'Adorazione dei Magi nella Chiesa di S. Francesco a Gravina. Nel 1985 Strazzullo ha riproposto l'attribuzione, avanzata già da Causa nel 1957, al napoletano, presto trasferitosi a Barcellona, Nicola (o Niccolò) Credenza.

L'opera è datata al 1508, come risulta dalla tabella dedicatoria nella quale si legge l'iscrizione: DNA CUBELLA ET IULIA CARA / CZULA SORORES ET MONIALES / AD LAUDEM ASSUNSIONIS DIV / AE MARIAE CONSECRARUNT 1508.


<< Opere d'arte SS. Trinità e Santi >>


Attività del mese

<< Dicembre 2018 >>
LunMarMerGioVenSabDom
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31
Oggi è 17 Dicembre 2018
S. Viviana vergine
1-7Novena dell'Immacolata - S. Rosario ore 8:30, 18:15
8Inaugurazione diaconia in via L. Sanfelice - ore 18:00
10Formazione permanente - incontro biblico conn il prof. Luigi Santopaolo al centro Shekina' ore 19:00
14Concerto di Beneficenza "Napoli in allegria" - Parrocchia S. Maria della Libera - ore 19:00
24S. Messa ore 9:00 - La S. Messa delle ore 19:00 non sara' celebrata
Veglia di Natale ore 23:30
S. Messa ore 24:00
31S. Messa ore 9:00
Te Deum di ringraziamento ore 17:30